i ricordi

Ed era tutto quello che Tamburella voleva, voleva essere guardata, è legittimo voler essere guardati, infatti io l’ho guardata fino a quando l’ho sopportato. Poi che adesso faccia “ginnastica di coppia” con lo Hobbit mi interessa relativamente. “Ginnastica di coppia”, spieghiamoci, è un’espressione particolare, che non rende l’idea fino a quando non si ha chiaro quale sia questa idea. Paolo Nori per dire “ginnastica di coppia” dice “fiondare”, la gente normale dice diverse cose fra le quali scopare, fare l’amore e fare sesso, che sono le più gettonate, mi dicono dalla regia.
E quindi niente, questo era tutto quello che Tamburella voleva, e io me lo sono volentieri lasciato alle spalle tranquillamente, un po’ per me, un po’ per Capretta. E ora magari voi dite “dai, non tre nomi assurdi in 10 righe”. E infatti, infatti, se contate bene, le righe sono otto, quindi la vostra argomentazione non è valida.

Per qualche giorno ho davvero pensato che avrei dedicato la vita a Capretta, intendo tutta, ma probabilmente era Agosto, Agosto che fa sempre un po’ questo effetto, questo “non andartene ti amerò per sempre”. Almeno nella prima metà, poi Agosto svanisce pure lui, lentamente, “blur”. E niente, questa cosa qui che scrivo è un po’ per parlare del mio passato, perché non si può parlare sempre per astratto ma non pretendo(in senso di fingere, perché siamo tutti degli anglominchia) di esser diventato una persona concreta, quindi sposto solo un poco l’asticella; anche perché sai che c’è?
C’è che l’Elfobiancoeverde mi ha che se le cose non le sento non le scrivo bene: e io il mio passato lo sento parecchio, e quindi magari dovrei scrivere un po’ più di lui, così magari anche tutte quelle persone che non capiscono capiranno un po’ di più. Intanto Billy suona 1979 di sottofondo, e penso che il concerto sta per finire: non è un concerto vero, non sono a vedere gli smashing pumpkins e intanto scrivo al pc, anche se credo che un giorno nella vita lo farò: mentre lo scrivevo, mi è venuto in mente che un giorno lo farò: quella sensazione lì di cui ho parlato qualche post indietro: i due punti concentrici sono: epocali, carini, e last but not least completamente senza senso: peccato.
Okay, sto ascoltando i Coldplay, potrei diventare estremamente di pessimo more anytime from now on.
Che stavo pensando questa cosa che mi viene spontaneo fare: cioè di mettere espressioni in Inglese nei miei post, che adesso suona bizzarro, ma nei secoli passati si faceva a pacchi e a grondaie(cosa? Che? Ha senso? No tesoro, non ne ha) e quindi continuerò a farlo, un po’ perché a volte suona benissimo, un po’ alla cazzo, perché se non è alla cazzo tanto io non lo faccio.

 
Biondaocchiverdi: è molto stanca, ma stavo pensando adesso che ci son cose proprio belle nella vita di una persona, e camminare in un “parco”, che è vicino a un lago, a 17 anni, con questa ragazza che è bellissima ma ancora tu non te ne rendi bene conto, e lei ti dice -quando ti presenterò alla mia famiglia, un giorno distante- e tu pensi: “ma che possa essere?”, ed era prima del bacio, e quindi era una cosa che ti da anche un pochino la sensazione di “si okay mi hai detto quelle cose per telefono, ma quindi questo sta succedendo realmente”. Poi non ho capito tanto di quello che è successo quel giorno, so che malgrado non lo abbia mai detto alla Biondaocchiverdi io stavo malissimo.
Perché perché stavi malissimo, Postilla?
Eh perché io sono un poco così, e i capelli mi stavano malissimo, e mica potevo andare lì con i capelli che mi stavano malissimo, ma i capelli non ne volevano sapere di risultare più meglio: quindi.
Quindi per lo meno devi metterti i pantaloni che ti stanno meglio
Che son tutti leggerini, primaverili: va be’, che freddo vuoi che faccia? Poi son tanto belli, bianchi, ti stanno bene, oggi l’Erotococcola mi direbbe che mi facevano pure un “bel culo”, dai, che freddo vuoi che faccia?
Eh, faceva freddino invece, il 3 Genniaio a Trento, incredibilmente e imprevedibilmente.
Quindi lasciamo stare, io stavo malissimo ma ero innamoratissimo anche, come un ragazzino, ma proprio innamoratissimo.

E mi viene in mente il primo bacio di quel 3 gennaio, mi viene in mente. Che se c’è una cosa che le persone che mi piacciono tanto non sanno proprio fare, è scegliere la prima frase da dire dopo il primo bacio. Cose come “baci come la Fra’” oppure “merda, porco cane” oppure “adesso guarda se qualcuno ha risposto al messaggio” oppure “no no scusa non posso”
Le ho messe in ordine di gradevolezza. Dalla peggiore alla più carina.
Ma sai cosa penso adesso, proprio in questo momento: che infatti è colpa mia perché sono scemo, e sono scemo perché ci penso solo ora, e che a volte hai bisogno di scriverle le cose, perché poi tu le possa capire. Come quelli che odiano le donne no? Ecco, io per questa cosa qua potevo iniziare a odiare le donne “non siete capaci di dire la cose giusta dopo il primo bacio, vi odio tutte”.

Ma non so voi, ma io la gente di sesso femminile sento sempre di doverla un po’ proteggere e un po’ guidare quando ci sono vicino e assieme. E infatti, vedi: forse devo imparare durante il primo bacio a staccare la faccia un attimo, dopo poco, un paio di secondi, a dire una cosa tipo “doccia calda!” e poi riprendere. Così la ragazza potrebbe sentire scendere la tensione e evitare di dire queste cose, così, insomma, non proprio romanticissime. E se magari al posto di doccia calda ci mettessi qualcosa di carino verrebbe veramente bene. Il problema è che sono più in panico io dell’altra in quei momenti, presumibilmente.
Anche se no, io più che altro non so bene, in quel momento lì, ma giusto in quello lì, penso a una cosa tipo “ti va se andiamo avanti all’infinito?” poi dopo un poco mi passa, ma l’idea contrasta un poco con le azioni che faccio, e di certo non dico niente per un po’, ma forse è semplicemente perché sarebbe carino stare in silenzio.
Certo che a volte sono proprio una checca rompiscatole.

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