Un post un po’ diverso per questo posto. [Barcellona, guida stitica per i menefreghisti]

Esco dalla metropolitana, mi guardo attorno, vedo il luogo che è il luogo che è davanti all’albergo, salgo le scale, mi ricordo che qualcuno mi ha detto “Quando torni mi racconti tutto” e dico, eh.

Lei è Barcellona, vista dall’alto di un triangolo rialzato senza apparente motivo, io sono li
e questo è oggi, sono li perché volevo capire il motivo, di questo triangolo rialzato, ma non l’ho capito, so che sto ascoltando a una canzone e pensando a Trippy, perché quella canzone mi ricorda troppo Trippy. O più che mi ricorda, mi fa pensare a lei, ma forse dovrei fare le cose con calma e partire dall’inizio, che tanto ho 2 ore, e poi devo uscire, ma ho due ore adesso. Quindi le passo qui, che scrivo questo post. Perché magari qualcuno vuole leggerlo, o forse perché mi va, perché ho bisogno di scrivere, ma scrivo solo degli ultimi 3 giorni perché se scrivo degli ultimi dieci

Niente quindi, arrivo il giorno che chiameremo GIORNO 1. e non faccio niente di ché, a parte camminare camminare camminare  camminare, e sai perché? Perché quella strada in cui cammino ha proprio un buon odore e non capisco perché l’odore è così buono.
Scoprirò poi, abbastanza DISAPPOINT, che era una via fortunata, Barcellona puzza mediamente di niente e di merda, alternati.

Quindi il primo giorno mentre camminavo per alcune di quelle che noi potremmo chiamare strade  ma che loro chiamano in altri modi, mi sono imbattuto in questo inquietantissimo Boh. Che anche se non so definirlo e immagino nella foto non si capisca bene potete concordare col fatto che è un Boh abbastanza inquietante, e mi ci sono immaginato con qualcuno, lissù, a giocare nelle giostre inquietanti, ma era tutto chiuso, nessuno che io conosca ha giocato in quelle giostre inquietant e nessuno lo farà presumibilmente, quindi niente, continuo a pensare per i fatti miei, però faccio una foto a questo Boh inquietante, anche senza un vero motivo, lo faccio e basta.
Lo faccio anche perché non guardo le persone perché gli spagnoli sono antipatici e le spagnole sono bruttine. Però al momento ho una città da vedere, quindi non importa, anche se la città poi non mi entusiasma poi, ma ha questo odore qui, al momento, che sono convinto sia buonissimo.

Proseguo verso la prima cena, e divento Disappoint al quadrato. Ma è POCOINTERESSANTE, quindi parlo d’altro, ad esempio di questa cosa qui e di una persona che magari sta leggendo.

Che cosa è questa cosa qui e a cosa serve e dove è? Sarebber0 informazioni interessanti, però non mi interessa tanto quello, quanto la valenza metaforica che ha avuto nella mia mente nell’istante in cui l’ho vista, cioè che se tu, che magari stai leggendo, ed io, che sto scrivendo, un giorno decidessimo di fare una cosa come metterci insieme o quelle cose lì noiose che fanno le persone noiose, saremmo come questa foto qui. Questa onda blu ch’è dolce ma impone comunque, poggiata su questa cosa bellissima che è l’erba. E saremmo così belli e avremmo così tanti significati possibili, metaforici, improbabili, e niente, -saremmo in un parchetto di Barcellona fermi mi dici?- mi chiedi tu, e io dico no, non intendevo questo, tu non me lo chiederesti e capiresti però. Però una cosa è meglio che la spiego, non saremmo fermi, perché questa è una foto.  E noi non saremmo la foto ma quello che la foto rappresenta, non per il nostro emisfero sinistro, ma per quello destro. Quindi saremmo ciò che la nostra immaginazione crea da questa immagine. Svincolati.

Svincolati dalla noia delle cose che sappiamo già, che è una cosa carina se la relazioni all’essere “perso”, “da solo”, in un posto che non conosci, e infatti le situazioni che si creano sono interessanti, e anche se senti un dialogo non capisci ti senti divertito da questa cosa di non capire e mettere dentro le cose che vuoi a un dialogo non tuo. Ma questa è una cosa divertente di cui forse parlo dopo.

Intanto mi godo i miei “Caramel Macchiato” passati e penso che Starbucks è proprio una bella idea, per quanto quelli come me dovrebbero, no? Dici è Starbucks. e infatti poi magari tento di imparare come si fa il “Caramel Macchiato”. Che a proposito di questo, oggi mi sono fermato a prendere una Coca Cola, che mi succede a volte, soffocare i miei dubbi ideologici per una dose di Bollicine, Caffeina e Zuccheri in un formato accattivante e altamente dannoso, forse, magari non tanto per me quando per operai Cinesi, Messicani, Turchi e Indiani. Ma questa è una storia lunga che non mi va di trattare (qui e in generale), perché i boicottaggi spesso sono una cosa delirante e dannosa, ne parliamo di persona, se volete. Magari al McDonald’s.
No davvero, ho un punto di vista serio, ne parliamo sul serio se volete.
Davvero, giuro.
Quindi niente, poi sono anche felice perché ci sono degli uccellini verdi in giro per Barcellona, chi sono e cosa vogliono? Non lo so, però sono verdi e carini e un pochino li ho inseguiti, perché se lo meritavano, di essere inseguiti, perché non li guardava nessuno. E voglio dire, sarà che io al verde gli voglio bene, però insomma. Che modi sono.
E infatti eccoli qui, nella foto sono quattro, uno sta spiccando il volo e se ne va, lui è bello infatti, si chiama Coacella. E vince perché se ne va. E fa diventare la mia foto più carina.
Ho fantasticato un pochino, su questi uccellini, che poi magari sono scappati da un malvagio scienziato pazzo che faceva degli esperimenti su di solo e guardarli a lungo mi ha fatto diventare un supereroe. Speriamo insomma.
Ma detto questo ritorniamo al punto focale di tutta la vacanza, io non so lo spagnolo, men che meno quell’altra lingua che parlano qui, e loro non sanno l’Inglese, “Italiano, un poquito”. Che poi non è mica vero. Ti guardano e annuiscono.
E infatti ci vuole tipo un sacco di tempo perché io inizi a interessarmi delle persone che mi circondano, e infatti tipo stasera, oggi, mentre tornavo in albergo, li guardo un poco già, poi mi siedo, e vicino a me c’è un posto libero e vengono verso di me due ragazze carine, incredibilmente proprio, entrambe carine insieme spagnole in Spagna. Che era una cosa che non credevo possibile, in Spagna, di vedere due ragazze del posto carine contemporaneamente. Una, quella  un po’ meno carina, si siede, l’altra sta in piedi, io mi alzo, lei fa tipo “Nos Stais Pures Sedutos Tranquilos”, e mi sorride. E io le sorrido, e lei mi sorride di nuovo. E io penso “che peccato che non è Giovedì”. Poi saliamo in Metro, e ci sediamo di fronte, e ogni tanto mi guarda e sorride, io sorrido. E vorrei dire qualcosa, ma poi cosa dico? E infatti non dico niente, me ne vado che ancora sorrido e penso che comunque non è colpa mia, che a me lo spagnolo non piace.

E poi prendo un’altra metropolitana, penso di un tizio di colore che approccia una asiatica che non credevo che quel tizio di colore vestito anonimo che fa versi strani col naso avesse la personalità di approcciare una ragazza di Etnia diversa che poi non è neanche bellissima, è particolare, e io pensavo già prima che quel nero lì mi sembrava troppo stupido per approcciare una ragazza non bellissima, poi lei ha pure l’apparecchio, io non credevo che quel nero lì avrebbe potuto approcciare una ragazza asiatica con l’apparecchio senza fare smorfie strane. E infatti, e ci torno da prima, era solo che non capivo cosa si dicevano, dopo un po’ è stato chiaro che si conoscevano già prima. E io niente, ho avuto questa brutta cosa che il mondo non prende mai una strada inaspettata, ma poi mi è passato.

E poi ancora, è entrata una fotografia, c’erano tue tizi, che sembravano il fratello di Leloscura e quel suo amico che poi un giorno finisce a letto con Trippy, e pensavo che, mentre uno “tirava sù con il naso” e quell’altro si massaggia violentemente le narici io penso che quei due tizi, con quello Skate e quelle pupille creative, e quell’altro così fastidioso mentre fa “sniff sniff”, penso proprio che siano una fotografia del perché Io e la Cocaina proprio mai. Mai.

Ma a proposito di droga, io mi ero seduto con la mia porzione(ho comprato transatlanticism e le cuffie auricolari nuove) in un posto appartato in un parco. E mi si siede vicino uno che è chiaramente uno spacciatore, però simpatico, mica come quelli che si trovano a Padova, e io gli dico che no, non lo voglio il suo fumo, e lui mi chiede da dove vengo, e io gli dico da Venezia, e lui okay, e si siede lì, dopo un poco tira fuori una scacchiera e dispone dei pezzi in maniera strana. Poi arriva il suo compare e si mettono a giocare a questo gioco strano sulla scacchiera. Così, sono li per spacciare, e intanto  giocano. Che erano così belli che gli ho chiesto di fargli una foto, e poi loro mi richiedono se voglio del fumo, e io con la mia padronanza della lingua dico “no no, gracias, solo foto” e loro “Benes Amicos Ciaos Buona Seratas”. O almeno immagino abbiano detto qualcosa del genere. Io sorrido comunque, che mi pare che se la mia vita ha una missione e la missione è di distribuire sorrisi agli sconosciuti, mi pare che lo sto facendo piuttosto bene. Se invece è qualcosa tipo: rendere felice qualcuno, e non solo allegro o giuoioso, eh mi sa che ci devo lavorare ancora, un poquito.

 

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