(1) io e la mia vita

Cose,Innanzitutto: io ringrazio chiunque stia leggendo perché senza di voi queste pagine non avrebbero senso.
Spendo subito due parole per quella mia amica (amica amica) che quando ringrazia qualcuno spesso lo fa per provocare. E son provocazioni che il mondo non capisce mai. Le capisce solo lei, a volte io, quando ci sono. Ma lei è matta, fa gli occhioni dolci e ti dice “ti ringrazio di tutto” poi in realtà ti sta dicendo che sei un coglione e che dovresti rendertene conto che quel grazie mica te lo meriti.
Io non voglio dirvi che il grazie non ve lo meritate, dico solo che in realtà non mi interessa molto che leggiate queste pagine, quindi è un grazie ipocrita, di facciata, come quando vi sorrido per non dirvi che le cose che dite in realtà non sono interessanti, non fanno ridere, e che dovreste starvene zitti: possibilmente per sempre.
Sempre scrivo per gli altri, lo ammetto, tranne queste poche pagine, io tutto quello che faccio lo faccio per gli altri. Non sono l’unico;
siamo in pochi.
Queste righe queste pagine le sto scrivendo perché voglio sistemare il mio blog, e voglio crearne uno parallelo dove scrivere solo le cose tipo questa, un po’ più importanti e cadenzate e magari loquaci, e tenere l’altro con tutti i pensieri non ben articolati che al posto di prendere forma si disperdono in frasi evocative come: ”ti ho amato come si ama il caldo d’inizio stagione. Ti ho lasciata ad Agosto in attesa del solstizio”.
Che suona un po’ come, non lo so, qualcuno che non è molto bravo a scrivere. Fa anche un po’ ridere, ma scommetto che a un sacco di miei amichetti diversamente lettori piacerà. Come quella volta che ho messo sul mio blog un racconto orribile e una mia vecchia amica che adesso mi odia mi ha detto che se lo era stampato e attaccato in camera e io invece l’avevo messo lì proprio perché volevo vedere se la gente me lo diceva se scrivevo cose brutte. Ho scoperto che le persone intelligenti, quando scrivo cose brutte, fanno finta di niente, i miei amici stupidi, invece, le esaltano. Poi in fondo non era difficile da pensare vedendo le classifiche di vendita dei cosi , dei libri.
E niente, in queste righepagine vorrei parlare un po’ di me, perché ho deciso che la prima cosa che metterò nel mio blog sarà una serie di interventi che parlino di me.
In completa sincerità.
Così quando la prossima ragazzina si innamorerà di me e proverà a rinfacciarmi qualcosa del mio modo d’essere io le rispondo –potevi leggerlo sul foglietto illustrativo\ -e dove lo trovavo eh scusa eh dove eh come ti permetti eh dove lo trovo il foglietto illustrativo eh?\ -sul mio blog.
Bang. E chiudiamo qui.
Ringrazio e inseguo un’utopia, quella della scrittura a canzone, quella in cui si possono ripetere vocaboli e frasi solo per il gusto di dare musicalità a tutto:  a volte le pause ce le si dimentica ma è per lasciare le giuste tempistiche al tutto come quando state finendo la batteria del cellulare e dovete dire tutto prima che il telefono si spen

Innanzitutto(seconda strofa): io mi annoio delle cose, delle persone, delle idee e delle ideologie. Mi annoio di tutto, dopo un po’. Di tutto tranne di ciò che amo. Però qui va aperta una parentesi.
Io quando le cose mi colpiscono proprio tanto dico: ”quella cosa la amo”. Ecco. Se poi dopo due settimane che ho detto che la amo mi piace ancora allora io di quella cosa non mi stancherò.
Credo che l’80% per cento delle cose di cui dico “io la amo” mi ci stanco proprio il giorno dopo.
Un altro 15% una decina di giorni dopo.

Fate i vostri conti se sapete contare, se non sapete contare il sunto della questione è: mi state leggendo da una facciata, e non so se io vi ho già annoiato, è probabile che mi abbiate già annoiato voi però. Se così non è, è probabile che lo farete presto.
Sono qui per parlare di me, e adesso mi soffermo nell’ambiente circostante, è il Primo di Luglio, l’anno è il 2012, e si giocherà  a breve Italia Spagna, finale valida per i campionati Europei di Calcio che si svolgono nelle lontane terre dello sgozzamento degli animali randagi, ex U.S.S.R., per dirla all’Inglese. Sono già vestito completamente in azzurro anche se con nessuno dei miei capi d’abbigliamento è esplicitamente della Nazionale nostrana.
Sono a Padova, fa molto caldo, quest’anno il comune ha deciso di non allestire il maxischermo in Prato della Valle,  malgrado sia la seconda piazza più grande d’Europa, in favore di molti Maxischermi sparsi qui e là. Mah.
Io andrò ai navigli pare, ma non è rilevante, non è rilevante nulla di ciò, devo parlare di me, non del vuoto ripieno di chiasso che mi circonda

Innanzitutto(ritornello):
Io, sono un essere imperfetto, in potenza solo meno imperfetto.
Io so di amare, anche se voi non lo riconoscete nei miei gesti
Io so amare, anche se non secondo i vostri canoni.
Io sono critico, e non credo ci sia vita per chi non lo è.

Poi(terza strofa): Sono solo e mal accompagnato. Credo che quello che cerco nelle persone sia riassumibile nell’espressione “un fuoco non scalda di più se parla, un ghiaccio non è più fresco se pensa”. Bella eh? Invece no, è una puttanata. Però m’è uscita così. C’è un’altra cosa riguardo a questa cosa che sto scrivendo, non ci sarà ragionamento, non ci sarà revisione se non un ritocco sintattico grammaticale leggero, verrà scritta e gettata fra le vostre fauci. (pausa)
Con quella finta citazione sul ghiaccio e sul fuoco volevo dire che non cerco la parola negli altri, ma poi a pensarci non chiedo nemmeno che sia fuoco o ghiaccio il mio rapporto con loro; Io cerco più che altro una connessione Energetica-Empatica-Sentimentale-Emotiva e tutti questi aggettivi che stanno benissimo dopo la parola “connessione”. Il problema è che cerco ghiaccio fresco e fuoco caldo più spesso di quanto io non cerchi una connessione Energetica-Empatica-Sentimentale-Emotiva.

(Crescendo) Gran parte delle volte che cerco compagnia infatti, è per cacciare quel vuoto feroce che aleggia sopra di noi come una scure(ggia). Pronto a prenderci e a gettare la mente nel caos più totale –e se fossi solo per sempre, la mia vita avrebbe ancora meno senso di quello che ha già?
E quindi vado anch’io a riempire il vuoto di chiasso, occasionalmente, come stasera, per la finale degli Europei.

(Bridge) Mi ricordo di quella volta che ho preso un po’ in giro l’umanità, ed ho scritto il 25 Aprile un messaggio “Buona giornata dei caduti di Salò”, citando un cantante contemporaneo, e lo inviai a diverse persone.
Di risposte mi arrivò poco o niente, probabilmente di gente che aveva notato qualcosa che non andava, ma non voleva sbilanciarsi. Un paio arrivano, una in particolare la ricordo come fosse ieri, recitava: ”Grasie Stea anca a ti”(tradotto: “Grazie stella! Anche a te!”).
Io credo che questa sia la battuta chiave in rapporto al mio rapporto con il resto dell’umanità.

 

(Assolo)Ritikitakaticakitakaigna
Askitipici
A sas as asa, k
Ereturiti aka

RITIKITAKATICA TU TUM.

 

Poi(Ritornello):
Io sono solo in quanto chiunque abbia la vista,
Io sono solo in quanto chiunque abbia l’udito,
Io sono solo in quanto chiunque abbia un’anima
Lo è, e non credo a chi non ci crede.

 

E Ancora(Ritornello):
Io sono nel presente in quanto è l’unica possibilità,
Io sono nel passato perché è l’unica possibilità,
Io posso essere nel futuro, ma solo se voglio,
Questa è l’unica libertà dell’uomo solo.


(Secondo Assolo) mhhhn, ahahahahah.
ahahahahhaha.
Ahahaahahaha.
Ahahahahahahah.
AH!
AH!
AH!
Shhhh.

Infine(Ultima Strofa): I miei occhi sono azzurri, sono alto mediamente, ero molto grasso, non sono ancora molto magro, sono insicuro nei modi con gli sconosciuti. Non è che sono timido, è che sono troppo impegnato a capire le cose prima di prenderne parte. Mi piace molto la musica, mi piace molto fare sport, mi piace molto il cinema e la letteratura, anche se forse la cosa che più mi piace è scrivere.
Avete visto,  alla fine, ho parlato di me. Non ho detto molto, in quest’ultima strofa, ma vi ringrazio comunque di averla letta.

(Chiusura)

(Sipario)

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