Verdita.

Riguardo al nome, “Verdita”, è un nome che non andrebbe mai pronunciato, se non contestualizzato precisamente, e la pronuncia dovrebbe cambiare a seconda del contesto. Mi spiego: “Verdita” non ha un significato preciso ma è una carinissima collezione di assonanze e parole: “Perdita”, “Verde”, “Verità”, “Dita”. Che sono quattro signore parole, se ci pensate a lungo o meno a lungo.

Se dovessi avere un nickname esteso, sarebbe Verdita Blunotturno, in quanto ai miei occhi il blu è il colore del distacco, il verde quello della passione e del fragore emotivo.
Ma sono concetti astratti, associazioni che hanno senso nella mia testa e che a spiegarle ci si mette tempo tempo tanto tempo, e non è strettamente necessario.

Parliamo invece della speranza, del coraggio e delle idee! Parliamo di sentimenti nobili a contrastare con le vostre tristi e grige passioni e la vostra ignava accidia! E lo facciamo perché in questi giorni sono il re delle tristi e grige passioni, per non parlare delle ore della mia giornata passate a dormire ad oltranza! Watashi wa baka desu.

Ho un progetto, che entro settembre deve essere avviato, non per qualche obbligo particolare, ma perché voglio che sia avviato, “It is meant to be because I mean it to be”, come direbbe il buon Ted Mosby, nell’ultima puntata della prima stagione di How I Met Your Mother.

E mi alterno tra giorni in cui faccio, e giorni in cui non faccio. Che non è male, direte voi, e io dico invece che è malissimo cristoiddio. Che è da millenni che è chiaro che nei propri progetti bisogna rompercisi il culo e sperare nella buona sorte. Che a sperare nella buona sorte e basta ci si cava molto poco.
Quindi lo scrivo qui, che domani il mio impegno sarà un poco maggiore a quello di oggi, e dopodomani un po’ maggiore a quello di domani.

Poi, il giorno dopo, non lo so quanto mi impegno, perché arrivano Scott Pilgrim(1) e Jeff Walker(2), che sono due miei cari amici che hanno appena tenuto la prova di maturità alla Torre di Wayreth, e ho intenzione di bere come solo i nordici sanno fane, Skhull!

(1)Un cucciolo di Barbie conosciuto ormai nel lontano 1217 nei preparativi della quinta crociata, a una cena di gala con l’allora papa Innocenzo Terzo, che ora lavora all’Auchan del Centro Giotto a Padova. Ah! La quinta crociata, ricordo con simpatia quel divertente siparietto in cui San Francesco d’Assisi tentò di convertire il sovrano ayyubide al-Malik al-Kamil e io e Scott usufruendo dell’abilità dell’invisibilità gli levammo il Saio! Ah! Levare il Saio a Santi! Questa attività squisitamente maschile.
(2)Figlio incestuoso di Satana e il suo Terzo Figlio, quando non è in tour con i suoi Carcass si concede il piacere di comporre pezzi di neoclassica elettronica con il gruppo Athazagoraphobia Headband Party Katana insieme al cucciolo di Barbie sopracitato
(https://www.facebook.com/AthazagoraphobiaHeadbangPartyKatana?fref=ts ), l’ho conosciuto a una corsa clandestina di conigli costipati contro lumache esplosive. Un’altra attività squisitamente maschile ove i conigli costipati perdono se si riesce a fare esplodere il razzo delle lumache dopo l’arrivo. Comunque in un caso i conigli perdono, nell’altro esplodono insieme alle lumache.

 


Pf.

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